Fattori prognostici e modello predittivo in pazienti con adenocarcinoma avanzato del tratto biliare in trattamento con chemioterapia palliativa


L’adenocarcinoma del tratto biliare in stadio avanzato è un tumore raro ma fatale.

Se il tumore non è operabile, la chemioterapia palliativa migliora la qualità e la lunghezza della vita, ma i fattori prognostici per questi pazienti non sono ancora stati ben definiti.

Un gruppo di Ricercatori dell’University of Ulsan a Seul nella Corea del Sud, ha analizzato i fattori prognostici in pazienti con adenocarcinoma delle vie biliari in stadio avanzato in trattamento con chemioterapia palliativa di prima linea.

Sono stati utilizzati i dati relativi a 213 pazienti arruolati in studi prospettici di fase 2 o studi retrospettivi da settembre 2000 a ottobre 2007.

Con un follow-up mediano di 29.7 mesi, la sopravvivenza generale mediana è stata di 7.3 mesi.

Un modello a rischi proporzionali di Cox ha indicato che la malattia metastatica ( hazards ratio, HR=1.521; P=0.011 ), il carcinoma colangiocellulare intraepatico ( HR=1.368; P=0.045 ), le metastasi epatiche ( HR=1.845; P<0.001 ), il performance status secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group ( HR=1.707; P<0.001 ) e il livello di fosfatasi alcalina ( UI/l ) ( HR=1.001; P<0.001 ) possono essere considerati predittori indipendenti statisticamente significativi di prognosi non-favorevole.

I pazienti sono stati classificati in 3 gruppi di rischio sulla base dell’indice prognostico costruito utilizzando i coefficienti di regressione di ciascuna variabile.

La sopravvivenza generale mediana è stata di 11.5 mesi per il gruppo a basso rischio ( indice prognostico, IP, inferiore o uguale a 1.5; n = 67 ), 7.3 mesi per il gruppo a rischio intermedio ( IP maggiore di 1.5 ma minore o uguale a 2.2; n = 75 ) e 3.6 mesi per il gruppo ad alto rischio ( PI maggiore di 2.2; n=70; [ P<0.001 ] ).

In conclusione, sono stati identificati 5 fattori prognostici in pazienti con adenocarcinoma del tratto biliare avanzato.
Il modello predittivo basato sull’indice prognostico sembra promettente e potrebbe essere utilizzato per la gestione dei singoli pazienti e per guidare il disegno di studi clinici futuri, anche se è necessaria una validazione esterna. ( Xagena2009 )

Park I et al, Cancer 2009; 115: 4148-4155


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